Nuova avventura

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
nè nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti 
quando nei porti – finalmente e con che gioia – 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
tutta merce fina, anche profumi 
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie 
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca – 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 
metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada 
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo 
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso 
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Quale incipit migliore, per il primo post del nostro nuovo blog di viaggio, di una poesia dedicata proprio all’essenza del viaggiare?

In fondo, la morale non è nuova: ciò che è importante, in un viaggio, non è tanto la destinazione, quanto il viaggiare in sé, le esperienze che viviamo, le persone che conosciamo DURANTE il nostro percorso. E se all’arrivo non si troverà quello che ci si aspettava, non vi è comunque motivo di sentirsi delusi, perché senza una destinazione finale non si sarebbe mai diventati “viaggiatori”.

Perché abbiamo deciso di partire?

Sicuramente, il clima di depressione generalizzata e la “cappa” di negatività che sembrano aleggiare da un po’ di tempo sull’Italia, hanno certamente contribuito alla voglia di organizzare quest’incursione dall’altra parte del mondo.

La seconda considerazione ad averci spinto a compiere l’insano gesto è stata (tanto per mutuare lo slogan di un recente movimento femminista) la consapevolezza che “se non ora, quando?”.

Se non partiamo ora, se non lo facciamo quando ancora non abbiamo la responsabilità di una famiglia, di un mutuo, magari di uno studio sulle spalle…. Quando, allora?

Ed è qui che entra prepotentemente in scena la terza motivazione fondamentale di questo viaggio: la curiosità.

Curiosità di scoprire come funzionino le cose all’altro lato del pianeta, di capire se veramente gli USA sono la terra delle opportunità, e se è possibile inserirsi e amalgamarsi in questo Nuovo Mondo, emigranti (con trolley e laurea) del terzo millennio.

Perché San Diego?

In realtà, San Diego è solo la seconda tappa del nostro viaggio (inizieremo infatti con un breve soggiorno di una settimana nella Grande Mela).

La scelta della California come meta principale del viaggio non è stata chiaramente casuale e molteplici sono stati i fattori che ci hanno spinto in quella direzione.

Innanzitutto, il clima: temperato, asciutto e soleggiato tutto l’anno (è da ottobre 2013 che non piove, e Dio solo sa quanto si senta bisogno di un po’ di sole, in questo periodo).

Poi, la condizione economica particolarmente “favorevole” di questo Stato, che è ormai stabilmente uscito dalla crisi del 2008/9 ed è entrato in una fase di pieno fermento imprenditoriale.

Inoltre, San Diego è una città grande e piccola allo stesso tempo… il classico posto “a misura d’uomo”, dove si può camminare tranquillamente per strada a qualunque ora e uscire, lasciando la porta di casa aperta.

E così, mollare tutto e partire per gli States!

Ma come fare? …Questo sarà argomento del prossimo post che pubblicheremo, in cui daremo tutte le informazioni per capire come entrare (legalmente) negli Stati Uniti.

Alessandra & Alberto

 

p.s. si ringrazia Isabella “maestra di vita” Bestetti per la segnalazione della poesia

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