I giganti del Sequoia National Park

La nostra avventura tra i parchi naturali degli Stati Uniti continua!

Dopo aver abbandonato il Bryce Canyon ci siamo concessi un paio di giorni di riposo, ed abbiamo fatto tappa intermedia nuovamente a Las Vegas.

Stavolta la fortuna non ci ha particolarmente aiutato (ricordate la magnifica suite che ci avevano riservato la prima volta, all’Hard Rock Hotel?) e dato il considerevole aumento dei prezzi dei soggiorni a Vegas durante il weekend, ci siamo dovuti “accontentare” di un hotel 3 stelle, il Tuscany (http://www.tuscanylv.com/hotel-en.html).

Ho usato le virgolette perchè in realtà questo Resort, chiaramente ispirato ai borghi dell’Italia centrale, si è rivelato decisamente più lussuoso di un 4 stelle italiano di buon livello… e anche qui ci hanno assegnato un’enorme suite con il tipico lettone americano a tre piazze.

D’altronde, Las Vegas è una città che stravolge tutti gli standard ed i canoni!

Dopo una brevissima permanenza nella “Sin City”, siamo dunque risaliti in auto e abbiamo lasciato definitivamente il Nevada, per dirigerci in California, e più precisamente nella regione denominata Sierra Nevada, dove si trova la nuova meta del nostro viaggio: il Sequoia National Park.

Durante il tragitto, non ci siamo fatti mancare un’esperienza “tipica” del deserto americano: una tempesta di sabbia in piena regola!!!

Il Sequoia National Park, istituito nel 1890, in origine era molto più piccolo, circa 1/9 rispetto alla superficie attuale che, a seguito di numerose annessioni deliberate dal Governo americano, consta ora di ben 1.635 kmq! (è il secondo parco americano, dopo lo Yosemite).

Nasce dall’unione di due parchi: il Sequoia ed il King’s Canyon National Park, che, pur conservando il proprio nome ed una certa individualità, vengono gestiti come un’unica entità.

Al suo interno sorge il monte più alto degli Stati Uniti, il monte Whitney, con i suoi 4421 m. Inoltre, vi si conservano tracce di ben 500 siti archeologici dei nativi americani, nonché 100 siti di rilevanza storica.

Ma l’attrazione più grande resta il Generale Sherman, ossia l’albero più grande del mondo!

Ancora una volta abbiamo potuto constatare come anche dei brevi spostamenti (in termini di chilometraggio) comportino repentini cambiamenti morfologici e climatici del territorio.

Nell’arco di poche ore di viaggio il paesaggio varia dal più arido e brullo deserto ai boschi fitti di un clima tipicamente montano.

Giunti all’ingresso del parco veniamo accolti dai Rangers, come al solito gentilissimi, solerti e sorridenti (si….è proprio un altro mondo), che ci consegnano la mappa del parco.

L’ingresso costa 20 $ per veicolo, altrimenti 10 $ per persona.

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Da lì entriamo in un’ampia vallata e proseguiamo in automobile lungo la strada asfaltata che attraversa il parco e che, mano a mano, sale di quota fino ad inerpicarsi sulla montagna.

La vegetazione, che inizialmente non ha nulla diverso da quella che siamo abituati a vedere nei nostri boschi italiani, cresce via via di dimensioni, fino ad arrivare alla “Foresta Gigante”, dove si concentrano le maestose sequoie dal tronco rosso.

Appena ci si trova al cospetto di uno di questi giganteschi reperti archeologici, l’emozione è grandissima… le loro dimensioni sono veramente incredibili!

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Al centro del parco si trova un museo naturale, in cui viene illustrato il fragile ecosistema del territorio, il cui equilibrio è continuamente stravolto e messo a dura prova dagli incendi.

Gironzolando per il parco, infatti, non è per nulla inusuale incappare in zone completamente annerite dal fuoco, che in California colpisce con particolare frequenza.

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Poco più avanti, dopo un breve percorso a piedi, si giunge finalmente davanti alla star del parco: il Generale Sherman, un colosso di oltre 2500 anni di età e di 1487 mc, che ne fanno il più grande organismo vivente del pianeta.

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L’emozione è grandissima, ed aumenta mano a mano che ci si avvicina al tronco e ci si rende conto delle sue reali dimensioni. Purtoppo (o forse per fortuna) delle recinzioni mantengono i turisti a debita distanza dall’albero, per cui le immagini non rendono veramente l’idea della maestosità di questo “sopravvissuto”.

E’ incredibile pensare che il Generale era già un tenero germoglio, ai tempi in cui gli antichi Romani lottavano contro gli Etruschi e Leonida combatteva la battaglia delle Termopili.

Tutt’intorno, sorgono molte altre sequoie di dimensioni altrettanto impressionanti, molte delle quali sono identificate da un nome proprio (come il “Generale Grant”, di poco più piccolo).

Vicino a Crescent Meadows si trova il tronco (ahimè caduto) di un’altra gigantesca sequoia, nel quale è stato ricavato un tunnel dove si può addirittura passare con la macchina.

Come in tutti i parchi americani, anche qui viene prestata grande attenzione all’ospitalità. E’ possibile soggiornare in diverse lodge e campeggi, e non mancano ristoranti, bar e negozi di souvenir.

I gestori, inoltre, organizzano speciali pacchetti-soggiorno a cavallo, fotografici e di pesca.

In primavera ed estate il clima è molto piacevole….attenzione alle temperature rigide dell’inverno ed alle nevicate, che potrebbero rendere impraticabili alcuni percorsi. Se intendete visitarlo nei mesi più freddi, informatevi prima sull’accessibilità e sulle temperature.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del parco: http://www.visitsequoia.com/

Qui si conclude la nostra visita al secondo parco americano… risaliamo dunque la classifica e ci dirigiamo verso il primo della lista: il celeberrimo Yosemite National Park!

Ma questo ve lo racconteremo nel prossimo post… stay tuned and see you soon!

Foto di Alberto Zorzi

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