Palm Springs: emozioni ad alta quota

Avendo finalmente disposizione una comoda auto a noleggio, ed in attesa di iniziare l’itinerario che ci porterà in diverse città della California, Utah e Nevada, abbiamo deciso di rodare la nuova “turisti-machine” con un mini tour di una giornata nei pressi di San Diego.

Tra le mete più vicine e “famose” la prescelta è stata Palm Springs!

La città, che si presenta come una vera e propria oasi verde nel deserto della California, è stata eletta sin dagli anni Venti quale buen retiro invernale di numerosi attori, cantanti e personaggi dello spettacolo americano, attirati dal clima sempre mite.

L’arteria principale è la Palm Canyon Drive, lungo la quale sorgono i principali negozi, ristoranti e bar della città.

Fino a poco fa, percorrendo quella stessa via si poteva ammirare la gigantesca statua dedicata a Marilyn Monroe, denominata “Forever Marilyn”, opera dell’artista americano Seward Johnson.

Peccato che, dopo averla invano cercata in lungo ed in largo per circa mezz’ora, abbiamo scoperto sia stata recentemente rimossa (il 1° aprile), per essere trasferita a Hamilton, nel New Jersey, dove resterà esposta fino a settembre 2014 (i soliti fortunelli, noi…).

Di lei rimane soltanto un triste cartello dimenticato.

E così, abbiamo perso una delle due principali attrazioni di Palm Springs…grrrr….

Continuando a camminare sulla via centrale, si può osservare (e calpestare) il percorso di stelle situato sul marciapiede, in cui sono impressi i nomi dei vari personaggi (prevalentemente semi-sconosciuti) che hanno frequentato la città.

Una copia in tono minore delle celebri stelle situate sull’Hollywood Boulevard di Los Angeles.

Il personaggio più noto che siamo riusciti a individuare è il figlio di Frank Sinatra, F. Sinatra Jr., quanto agli altri… beh, sinceramente non li abbiamo mai sentiti nominare.

Palm Springs appare come un immenso villaggio-vacanze extralusso, ricco di hotel residence, di SPA e di campi da golf. Non vi sarà quindi difficile trovare un posto in cui mangiare o fare dello shopping.

Ancora delusi dall’assenza della statua di Marilyn e decisi a toglierci l’amaro di bocca, abbiamo deciso di sperimentare la seconda attrazione più nota di Palm Springs, ossia la “Aerial Tramway”, una cabinovia che, per la poco modica cifra di 21-23 $ (a seconda che si entri prima o dopo le 16), vi condurrà in pochissimi minuti dalla Valley Station, situata ai piedi di Mount Jacinto ad un’altitudine di 2.643 piedi, sino alla Mountain Station, sulla vetta della montagna a 8.516 piedi.

La differenza tra i punti di partenza e di arrivo è sorprendentemente evidente.

Basti considerare che dai 30° C circa del deserto si arriva rapidissimamente a temperature attorno allo zero e ad uno scenario al 100% alpino, attraversando ben 5 diverse aree climatiche… il tutto in meno di dieci minuti di risalita!

Noi abbiamo trovato persino la neve sulla vetta!

Per questo motivo vi consigliamo di portare una giacca pesante e scarpe calde e comode, per potervi poi avventurare nei diversi sentieri che, snodandosi dal rifugio, si addentrano nel San Jacinto National Park per circa 3-4 miglia.

Se invece non siete interessati alle camminate, ma preferite rimanere al caldo e godere semplicemente di una vista mozzafiato sul deserto di Coachella e sulle catene montuose attorno a Palm Springs, potete fermarvi a bere o mangiare qualcosa nel piano panoramico della Mountain Station.

la vista dalla Valley Station

la fauna del posto

i cavi d’acciaio che sorreggono la cabina

l’interno della cabina più grande del mondo, costruita in Svizzera, di cui esistono soltanto due esemplari

la vista dalla cabinovia, durante la risalita

la lobby interna alla Mountain Station

il ristorante in perfetto stile alpino

la vista dall’alto del San Jacinto Mount

neve!

Certo, Palm Springs non brillerà per il numero di attrazioni turistiche o per le iniziative culturali… tuttavia devo dire che l’esperienza sulla Aerial Tramway ha colmato tutte le altre lacune… compreso lo smacco per l’assenza di Forever Marilyn.

Conclusa la nostra esperienza “alpina”, siamo quindi tornati alle torride temperature del deserto di Coachella ed abbiamo attraversato le immense distese di pale eoliche per tornare a casa a San Diego.

Alla prossima, see you!

foto by Alberto Zorzi

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