RINGRAZIAMENTO MADE IN ITALY!

Buongiorno Turisti!

Ieri, come tutti i quarti giovedì di novembre, migliaia di famiglie americane si sono riunite attorno ad una tavola imbandita per festeggiare quella che è una delle principali ricorrenze degli Stati Uniti: il Thanksgiving, o, per dirla in italiano, il giorno del Ringraziamento.

Questa storica tradizione, in origine di derivazione religiosa ma ora considerata secolare, risale all’anno 1621, quando i Padri Pellegrini, perseguitati in patria per le loro idee religiose integraliste, decisero di abbandonare l’Inghilterra per trasferirsi nel Nuovo Mondo, a bordo della ormai mitica Mayflower.

Arrivati sulle coste americane, dopo un lunghissimo e duro viaggio attraverso l’Oceano Atlantico, si trovarono di fronte a un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da nativi americani.

Nonostante gli sforzi dei Pellegrini, i primi raccolti non produssero i frutti necessari al sostentamento della popolazione, e quasi la metà di loro non sopravvisse al primo rigido inverno. Questa situazione rischiava di riproporsi anche l’anno successivo, se non fossero generosamente intervenuti in loro soccorso i nativi americani, che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, nella fattispecie il granturco ed i tacchini.

I Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. Alla festa furono invitati anche gli indigeni, ai quali i Coloni dovevano la propria sopravvivenza.

Alcune delle pietanze servite durante quel primo Ringraziamento divennero poi tradizionali delle feste (in particolare il tacchino e la zucca) assieme ad altre carni bianche, cervo, molluschi, cereali e frutta secca.

Il 29 giugno 1676 fu ufficialemte proclamato per la prima volta il Thanksgiving day: un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli “indigeni pagani”, ossia gli stessi nativi americani che avevano accolto e condiviso il territorio con i primi Coloni (!).

Nei secoli successivi la tradizione del Thanksgiving si estese a tutto il Paese e già alla metà del XIX secolo il Ringraziamento era diffuso nella maggior parte del territorio americano e osservato da tutte le classi sociali, dai ricchi ai meno abbienti.

Non si tratta, chiaramente, di una festività che fa parte della cultura nostrana… tuttavia, ci stuzzicava l’idea di cogliere quest’occasione per riunire un po’ di amici attorno ad un tavolo, e per sperimentare il piatto principe del Ringraziamento americano: il tacchino.

Qui di seguito, vi proponiamo quindi la ricetta del classico tacchino ripieno al Barbeque, un succulento piatto che può essere un’ottima idea anche per le (più nostrane) festività natalizie!

Premettiamo che è stata un’impresa trovare a Verona un tacchino intero.

Dopo aver girato a vuoto almeno quattro supermercati, finalmente siamo riusciti a trovare una tacchinella di circa 6-7 chili di peso (il tacchino arriva anche a 16-17 chili!) che faceva al caso nostro.

Dopo aver superato lo stupore della cassiera, spaventata dalla vista dell’animale, abbiamo dunque portato a casa il volatile e ci siamo dedicati alla preparazione del bagno (o salamoia) in cui immergerlo per una notte, in vista della lunga cottura del giorno successivo.

Ingredienti per 8 persone (dosi abbondanti):

IMG_6169

  • 1 tacchinella di circa 6-7kg

  • 500 gr di burro

  • prezzemolo q.b.

  • 2 cipolle

  • 3 spicchi d’aglio

  • olio extra vergine di oliva

  • pancetta affumicata / bacon

  • 2 limoni

Per la salsa Gravy (oltre agli ingredienti del tacchino):

  • 2 pomodorini di medie dimensioni

  • 1 rametto di rosmarino

  • sale e pepe q.b.

  • vino bianco o sidro di mele (a seconda dei gusti personali)

  • brodo di pollo

Per la salsa ai mirtilli:

  • 125 gr di mirtilli freschi o surgelati (una vaschetta)

  • 80 gr di zucchero

  • 120 cl d’acqua

Preparazione:

Come anticipato, noi abbiamo preprato il tacchino già dal giorno prima, immergendolo in una soluzione di acqua e 5% di sale + 5% di zucchero, con una cipolla tagliata a rondelle, per insaporire ed ammorbidire la carne… ma questo passaggio non è in realtà indispensabile.

Per la preparazione vera propria, prendete il burro ammorbidito e ponetelo in una ciotola con il sale, il pepe, la scorza di un limone grattuggiata, il succo di un limone, il prezzemolo tritato e l’aglio tritato.

Poi amalgamate il tutto, fino a creare una sorta di “pasta di burro” insaporita.

La carne del tacchino è piuttosto asciutta, stopposa ed insipida; per questo motivo noi andremo ad ammorbidirla ed insaporirla con il nostro composto, di cui dovremo inserire circa i 2/3, facendo molta attenzione, tra la pelle ed il petto.

La restante parte la useremo per massaggiare l’esterno della tacchinella.

Ora tagliate a metà le cipolle ed il secondo limone ed inseritele con quel che resta del primo limone all’interno del tacchino (come ripieno).

IMG_6178

A questo punto accendete il vostro bbq (o forno, se non avete un bbq americano).

Noi abbiamo optato per una soluzione che prevede la carbonella ai lati ed una leccarda, che ospiterà il nostro tacchino, al centro della griglia.

IMG_6180

IMG_6181IMG_6184

La cottura per i primi venti minuti è a 220° , dopodiché adagiate alcune fette di pancetta affumicata (o bacon) sul petto dell’animale, per tenerlo umido. Il grasso, sciogliendosi, renderà la carne meno stopposa e più saporita.

IMG_6185

La cottura proseguirà ad una temperatura di 150/180° per le successive 4 ore e mezza (il tempo non è fisso varia a seconda della grandezza del tacchino, per essere sicuri che sia pronto misurate con un termometro la temperatura tra la coscia interna, che deve essere di 75°).

IMG_6198

A questo punto, rimuovete il tacchino dal fuoco e fatelo riposare una mezz’ora per permettere alla carne di riassorbire i succhi e renderla più gustosa.

IMG_6203

Mentre attendete, potrete dedicarvi alla preparazione delle salse, che daranno una marcia in più al vostro tacchino: la salsa Gravy e la famosa salsa ai Mirtilli.

Per la salsa Gravy

Togliete il tacchino dalla leccarda, dove sarà rimasto tutto il preziosissimo sugo della cottura, che è la base liquida della salsa.

Svuotate dentro la stessa teglia il ripieno della tacchinella (cipolle e limoni, preventivamente sminuzzati), aggiungete il ramo di rosmarino e i due pomodorini tagliati, nonché la punta delle ali del nostro tacchino e le fette di bacon che avevate appoggiato sul volatile.

IMG_6208

Cuocete a fuoco vivo fino a quando il sugo non si sarà ristretto della metà.

IMG_6209

Aggiungete qualche mestolo di brodo di pollo, un po’ di vino bianco (o sidro di mele) e cuocete ancora per qualche minuto fino a ché la salsa non abbia raggiunto la giusta densità. Nel frattempo, “pestate” il composto per dare maggiore consistenza e sapore.

La vostra salsa Gravy è pronta!

Per la salsa ai mirtilli

Prendete i mirtilli freschi e frullateli con un frullatore ad immersione.

Aggiungete lo sciroppo, che avrete preparato sciogliendo in un pentolino lo zucchero nell’acqua, lasciandolo sul fuoco finché non sarà diventato sufficientemente denso.

L’alternativa veloce, se non avete i mirtilli freschi, è prendere qualche cucchiaiata di marmellata di mirtilli e scioglierla sul fuoco in un pentolino.

La salsa è già pronta… servitela calda!

A questo punto, non vi resta che prodigarvi nel rituale del taglio del tacchino, su cui cospargerete qualche cucchiaio della salsa gravy e della salsa al mirtillo… i risultati saranno sbalorditivi!!

Noi lo abbiamo accompagnato con un’insalata di patate, ma vanno benissimo anche un purè di patate “normali” e dolci e della zucca al forno.

IMG_6211

Buon appetito!

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrby feather