Un pomeriggio a Balboa Park

Come anticipato nel precedente post, dedicato ai festeggiamenti del Saint Patrick’s Day, oggi vi parliamo del maestoso Balboa Park.

Il Parco deve il suo nome all’esploratore spagnolo Vasco Nunez de Balboa e, con una superficie complessiva di circa 490 ettari tra giardini ed edifici, costituisce il vero polmone verde di San Diego.

L’accesso è gratuito tutti i giorni della settimana ed è facile imbattersi in coppie che approfittano dello splendido scenario per scattare qui le foto del loro matrimonio, in appassionati di pittura che ritraggono il paesaggio, o in artisti di strada.

Il parco, negli anni 1915-1916, fu sede della prima Panama-California Exposition.

Per ospitare tale manifestazione fu realizzata una serie di edifici in stile “ispanico-coloniale revival”, una fusione tra l’architettura spagnola europea e l’architettura ispanico-coloniale tipica del New Mexico.

Le costruzioni, inizialmente pensate come strutture temporanee destinate ad essere abbattute o modificate al termine dell’esposizione, sono state invece ripetutamente maneggiate e ristrutturate, ed utilizzate anche per la successiva California Pacific International Exposition, organizzata nel 1935 per promuovere e rilanciare l’economia di San Diego, profondamente minata dalla grande depressione del 29. 

L’edizione ebbe un tale successo ed attirò un così vasto pubblico, che essa fu riproposta anche l’anno seguente (1936), con centinaia di espositori operanti campo dell’arte, della storia, del giardinaggio, della cultura, della scienza e dell’industria.

“El Prado”, una lunga e larga promenade ombreggiata  su entrambi i lati da alberi ad alto fusto, attraversa tutto il centro del parco.

Lungo il percorso del Prado e nei viali secondari che da esso dipartono si incontrano un serie di deliziosi edifici, alcuni risalenti ai primi anni del 1900, altri costruiti circa trent’anni dopo (per l’esposizione del ’35-’36): il Globe Theatre (fedele copia dell’omonimo teatro londinese), l’ex Ford Building, oggi San Diego Space and Air Museum, lo Starlight Bowl (un anfiteatro utilizzato per opere teatrali e concerti), oltre a 14 musei, dai contenuti più vari… dalla storia della birra, all’antico Egitto, arte moderna, fotografia, etc.

Inoltre, una grande serra in vetro in stile liberty ospita una collezione di piante esotiche, tra cui diverse varietà rare di orchidee e curiose piante carnivore.

L’antistante vasca ospita numerose carpe koi, tartarughe d’acqua dolce e, ovviamente, le immancabili papere.

Alcune aree del parco sono destinate a giardini “a tema”: il giardino giapponese, con specchi d’acqua artificiali e piante di ciliegio, il giardino dei cactus e il roseto “memorial”, dove alcune delle panchine sono dedicate a personalità cittadine defunte.

Inoltre, è possibile visitare il Villaggio Spagnolo, un gruppo di mini-edifici utilizzati come negozi, bar, ristoranti, studi e piccole gallerie d’arte e artigianato, e l’House of Pacific Relations, un insieme di 15 piccoli cottages, ognuno dei quali dedicato ad un Paese straniero, in cui si tengono corsi ed eventi finalizzati a diffondere e promuovere la cultura di ciascuno Stato. 

Ma soprattutto, il parco ospita il famosissimo Zoo di San Diego (di cui vi parleremo in un prossimo articolo).

il giardino giapponese

Chi visita San Diego non può fare a meno di trascorrere almeno mezza giornata in questo stupendo parco, così ricco di colori e di allegria!

See you soon!

foto by Alberto Zorzi

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